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Noi sviluppiamo app

Gli smartphone, oggetti ormai parte integrante della vita di ognuno di noi, sono più di 1,2 MILIARDI nel mondo, e si stima che raggiungeranno i 4 miliardi di unità nel 2018.

Samsung, Apple, Nokia, Sony e chi più ne ha più ne metta, ognuno con la propria proposta differente, producono un gran numero di modelli per “velocizzare” il ritmo d’acquisto da parte nostra e favorire un rapido ricambio dei dispositivi.

Quanti smartphone hai cambiato negli ultimi 5 anni?
Quante volte hai visto uscire sul mercato un nuovo prodotto dalle potenzialità sempre maggiori?
La nostra risposta a tutto ciò è… LASCIAMO PERDERE!

 

Noi sviluppiamo APP!

Sì, quelle iconcine che quotidianamente clicchiamo nei nostri smartphone sono le app.

Salvo alcuni casi, che potremmo definire “basics” o “essentials” le app non vengono sviluppate da chi produce e vende i dispositivi, ma bensì da una moltitudine di sviluppatori, più o meno organizzati, che ogni giorno contribuiscono a fornirci nuovi strumenti di utilità, interattività e divertimento, grazie ai quali poter sfruttare le potenzialità del nostri preziosi smartphone acquistati, spesso, a caro prezzo.

Tu mentre apri un’app!

 

Salvo che tu non ti sia mai minimamente interessato dell’argomento, avrai sicuramente trovato abbastanza ovvio ciò che fino ad ora è stato scritto, ebbene ciò che segue è un approfondimento un po’ più tecnico ed un po’ più specifico sulle differenze che le app possono avere tra loro e sulla differenza che un gruppo di sviluppatori organizzato, come il nostro, può far valere rispetto a singoli prodotti mal realizzati che pullulano negli Store e che a poco servono alla comunità.

 

Noi sviluppiamo APP NATIVE!

Eh? Cosa?
Se di nativi conosci solamente gli americani “pellerossa” non ti preoccupare, il nostro intento è solamente quello di stimolare la tua curiosità al fine di capire cosa sta dietro lo sviluppo delle app, quali sono le diversità e tipologie tra categorie (molto diverse tra loro) come web app, app ibride e appunto… APP NATIVE.

 

In un altro articolo abbiamo già parlato di siti mobile e siti responsive, ebbene se lo avete letto sarà semplicissimo spiegarvi che le WEB APP non sono altro che la riproposizione dei siti web, in versione mobile ma messi all’interno di una sorta di “contenitore” che ci permette di scaricarle dagli Store, anziché accedervi dai comuni browser quali Google Chrome, Safari e via dicendo.

Queste app sono le meno costose in termini di sviluppo e le meno complicate da gestire, tuttavia presentano delle grosse problematiche legate all’esperienza di utilizzo da parte degli utenti medi, ai quali non viene concesso di sfruttare appieno le potenzialità dei dispositivi che acquistano.

Sono spesso utilizzate a puro scopo informativo e di lettura, con pochissima o quasi nulla possibilità di interazione.

Nessuna WEB APP sarà in grado di fare questo!

 

Prima di giungere a chiarire il semplice concetto di APP IBRIDA, che è chiaramente un connubio (ibrido) tra le altre due tipologie, è logico chiarire che cosa si intenda per APP NATIVA.

 

I sistemi operativi maggiormente utilizzati (che coprono il 99% del mercato) sono iOS, utilizzato da Apple su tutti gli iPhone, iPad e affini, Android, utilizzato da tantissime case produttrici quali Samsung, LG, Sony, Motorola, Huawei e molti altri, e Windows Phone principalmente utilizzato sui Lumia.

 

Per ognuno di questi sistemi operativi esistono dei software (programmi) specifici, con linguaggi di programmazione specifici, che permettono agli sviluppatori di sfruttare in toto le potenzialità dei dispositivi e cogliere ogni tipo di interazione possibile.

Qualche esempio?
Le notifiche push e la geolocalizzazione sono sicuramente due funzionalità molto note che è possibile ottenere solo interagendo con il dispositivo fisico.

In questo campo le possibilità risultano quasi infinite ed i programmatori sono in grado di realizzare ogni tipologia di funzionalità richiesta da un cliente per un progetto specifico.

 

Logicamente la specificità e la particolarità di questo lavoro porta ad alzare i costi di sviluppo rispetto alle altre tipologie di app, fornendo però una gamma di soluzioni molto più ampia ed una interazione unica con l’utente finale, potendo veramente offrire un’esperienza utile, interattiva e talvolta divertente a chi scarica ed interagisce con il prodotto realizzato.

 

Facendo un passo indietro, è ora chiaro definire che le app ibride siano un misto tra le due tipologie che abbiamo già descritto, e sono anche le più utilizzate.

Con questa tipologia di applicazioni è possibile salvaguardare i budget, utilizzando quindi tecnologie web per le funzionalità che non richiedono particolari interazioni con lo smartphone; al contempo è possibile realizzare dei menu specifici, in linguaggio nativo, per rendere l’app facilmente utilizzabile dagli utenti finali, differenziandole dall’esperienza web comune e, non di ultima importanza, permettere ogni tipo di interazione e funzionalità specifica che rendono unici i prodotti nativi.

 

Per concludere ti lasciamo con una riflessione:

Gli utenti dei diversi sistemi operativi mobile sono abituati ad un diverso funzionamento delle app.

Fai il tentativo di riconoscere alcune web app da app native, non solamente in termini di potenzialità di utilizzo e ampiezza delle funzioni proposte ma anche in termini di adattabilità alle varie piattaformeun’app nativa(o ibrida) realizzata per Android, non sempre dovrà essere uguale alla sua stessa versione per Windows o iOS, ANZI molto spesso gli utilizzatori dei diversi sistemi operativi hanno abitudini differenti e richiedono prodotti differenti, che meglio si adattino al dispositivo da loro acquistato.

La riflessione che vorremmo tu facessi è la seguente…
È veramente così semplice il processo che c’è dietro la realizzazione di un’app sviluppata con tutte le accortezze del caso?
È veramente uguale utilizzare un’app identica al web da una pensata e realizzata ad hoc per il dispositivo che stiamo utilizzando?

Noi realizziamo app native (o ibride), ed un motivo ci sarà!